Psicologia delle ronde voglia di dominio e violenza

Uno studio spiega le ragioni di chi aderisce ai gruppi di vigilanza formati da privati cittadini. Desiderio di potere e tendenza all'uso della forza: ecco i risultati dei test su slogan, simboli e programmi




CHE cosa passa nella mente di chi si arruola nelle ronde per la "sicurezza nazionale"? E quali dinamiche innescano questi gruppi nei rapporti sociali? A questi interrogativi cerca di rispondere uno studio del criminologo Adolfo Ceretti, i cui risultati sono esposti nell'ultimo numero del periodico Mente. L'indagine dello studioso, docente all'Università di Milano-Bicocca, arriva nel momento in cui infuria la polemica sulla legittimità delle ronde. E la diagnosi è tutt'altro che rassicurante: "Le persone che vi si inscrivono abitano cosmologie personali improntate al dominio e orientate alla violenza".

Alla sua conclusione lo scienziato arriva attraverso l'analisi di slogan, simboli e linguaggio del corpo adottato dai gruppi di recente formazione, dalla Guardia nazionale italiana - le cosiddette "ronde nere" - alla Guardia padana. Cambiano i nomi ma il messaggio è sempre lo stesso: "Esprimono un desiderio di dominio".

Repubblica.it

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